queen&princess - Amy Lee Version

Reply
By Your Side
view post Posted on 15/2/2008, 22:19P_DELETE
Avatar

Millennium Member

Group: Fall Out Boy
Posts: 5412
Location: ..pifferi miei ù.ù


Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/6/2009, 00:14


che palle io non dimentico XDD va beh ..
daaaaai e leva *ç*

image

image

 
P_DELETE P_DELETE P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 16/2/2008, 20:57P_DELETE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 4059
Location: †un mondo perfetto costruito sulle nuvole, solo io e bill*_*†


Status: Utente anonimo


Capitolo 3 – Un compito difficile
“Vivere senza tentare significa rimanere col dubbio se ce l’avresti fatta.”

-Buongiorno ragazzi, sedetevi.-
Entrò un uomo, alto, i capelli di un grigio indefinito, aveva superato sicuro i cinquanta, ma era comunque un uomo affascinante, almeno per l’età che aveva.
Tom aveva insistito per sedersi accanto ad Anastasia e alla fine c’era riuscito, malgrado lei non volesse.
-Questo è il prof di scienze- le suggerì all’entrata dell’uomo
-Noto che la nuova ha già socializzato…- disse l’uomo per richiamarli
Anastasia si trovava in imbarazzo, era sempre stata una studentessa modello e non era abituata ai richiami.
La lezione passò tranquilla, Tom non la infastidì più di tanto, la batosta, però, arrivò quando il professore lasciò i compiti, anzi il compito per le vacanze
-Per le vacanze, visto che affronteremo dopo l’argomento, vi improvviserete genitori…-
Alle facce sbalordite degli alunni continuò
-Adesso formerò delle coppie, e quando chiamerò i vostri nomi verrete qui a prendere il vostro bebè-
Detto questo si alzò e tirò fuori da un armadietto una scatola piena di bambolotti.
-Dovrete avere cura dei vostri bambini, hanno un microchip incorporato che registra tutto, tutti i dati verranno trasferiti sul mio computer, e se li trattate male avrete un’insufficienza, e voglio che teniate un diario dove appunterete giornalmente quello che significa per voi accudire una creatura….bene! adesso formiamo le coppie-
Prese il registro e cominciò ad associare cognomi a caso
-Meyer!...tu farai coppia con….con…uhhm vediamo…si! Ci sono!….con il signor Kaulitz!-
Ad Anastasia sorse spontanea una domanda, che disse un po’ troppo ad alta voce
-Quale?-
-Ah vero….dimentico sempre che ce ne sono due…Tom Kaulitz!-
Già voleva liberarsene ed ora doveva pure studiare con lui…e il compito consisteva nel fare i genitori…nemmeno erano iniziate le vacanze che già voleva che fossero terminate.
Tutto rimase tranquillo, fino al suono dell’ultima campanella, quando Anastasia, dopo aver sistemato tutto nella sua cartella, uscì dall’aula, ma non era sola, la stava inseguendo.
-Allora? Come ci mettiamo c’accordo per studiare?-
-Vuoi prendere un buon voto?-
-Ovviamente si!....ma magari pensiamo anche ad altro no?...-
-Scordatelo…io ho sempre avuto i voti più alti, non ho intenzione di farmi rovinare la media, quindi faremo così: io faccio il compito per entrambi e tu poi lo firmi…mi sembra ottimo!-
-Si, ma sarebbe scorretto…e poi vedi che anche io ho sempre avuto una buona media, nonostante odi studiare…-
Aveva ragione, aveva stramaledettamente ragione, tutto quello che era, tutto quello che aveva, lo aveva sempre ottenuto con lealtà e lavorando duramente, non avrebbe mollato quella volta solo perché aveva un compagno che non sopportava.
-Va bene, faremo il compito insieme, è giusto così….ma ti atterrai alle mie regole, senza sgarrare…-
-Perché sennò che mi fai?-
-Qualcosa che farà male….molto male….allora…ci stai?-
-Ok ok ci sto…a me basta stare con te!-
-Idiota!...-
-Già…me lo dicono tutti…allora? Come ci organizziamo?....voglio mio figlio!-
-No il bambino lo tengo io!...prima che voli dalla finestra…-
-Si ma sono il padre!...ho il diritto di vederlo!...-
-Va bene….va bene!...vieni a casa mia oggi pomeriggio…-
-Evvivaaa!!! È un appuntamento ammettilo…-
-Te l’ho detto…sgarra e finisci male…-
-Mi piacciono aggressive….-
-Io non sono aggressiva…faccio solo molto male….-
Durante il “litigio” si diressero a casa di Evelyn.

*

-Ma come si spegne questo cosooo?-
-Dammi qui specie di imbranato!-
-Pensavo avesse fame, ma non la smette…-
-Forse bisogna cambiare il pannolino…-
-Evviva…finalmente ha finito….mi stavano partendo le orecchie…e a me quelle servono…ma come facevi a saperlo?-
-Boh….chiamalo intuito femminile…-
-Si certo….ma tua zia quando torna?-
-Penso stasera col tardi…è uscita con un tizio…speriamo bene…-
Tom nel frattempo si tuffò, sul vero senso della parola, sul divano
-Mamma mia come sono stanco!-
Dall’altro lato si sedette anche Anastasia
-Vabbè dai, non è così complicato…-
-Beh per te che hai “l’intuito femminile” no magari….-
-Che simpatico!...allora cominciamo a fare la relazione del primo giorno?...-
Tom si avvicinò a lei, adesso erano davvero molto vicini
-Relazione?...dipende che tipo di relazione….-
Anastasia prese il primo cuscino che le capitò sotto mano e sbattendoglielo in testa
-Quella per il compito di scienze, idiota!-
-Ahiii che male!- Disse scherzando e facendo finta di massaggiarsi la testa
-Il male arriverà sul serio se continui così…-
-È una minaccia?-
-No…solo un avvertimento…dai su mettiamoci a lavoro che non ne posso più di studiare…-
-Ti dirò che per una volta non odio lo studio…-
-Ti dirò che invece per una volta io lo odio…-
Finirono subito la relazione, era stato abbastanza facile, perché, si sa, che due cervelli lavorano meglio di uno solo.
-Wow! Abbiamo finito….veloce….e abbiamo anche fatto un ottimo lavoro!-
-Già è venuta bene!-
-…e adesso?-
-Adesso riposo…-
-Si…ci sta…ma…tu perché vivi con tua zia?-
Il sorriso che stava ormai da un po’ sulle labbra di Anastasia svanì di colpo
-…Io…non me la sento di parlarne….scusa…-
Anche Tom divenne serio, non voleva vederla triste, gli si spezzava il cuore
-No scusami tu…non dovevo…mi dispiace- si riavvicinò a lei –Se hai qualsiasi cosa di cui vuoi parlare, se vuoi sfogarti…io ci sono…sempre…quando vuoi-
Lei accennò un sorriso
-Grazie-
Quel sorriso fece scattare in lui una molla, voleva esserle vicino, non voleva fare la mossa sbagliata, ma cosa glielo fece fare, non lo sapeva nemmeno lui, sentiva solo di doverlo fare, era la cosa sbagliata, la più sbagliata in quel momento, ma doveva farlo, perché l’istinto glielo diceva, perché non poteva rinunciare in quell’occasione, si avvicinò ancora di più e la baciò, un bacio da parte sua sentito, dolce, quasi la sfiorava.
Sentimenti non corrisposti da lei, che stette ferma in un primo momento, perché era stata una cosa troppo improvvisa, non se l’aspettava, quando si rese conto di quello che stava succedendo lo allontanò e gli diede un bel ceffone sulla guancia.
Questa volta gli aveva fatto male sul serio, ma lui non si pronunciò, restò solo, nel suo silenzio, a fissare immobile, lei in tutta la sua bellezza, quella bellezza che gli stava facendo commettere tutti quegli errori.

 
P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 17/2/2008, 22:35P_DELETE
Avatar

Millennium Member

Group: Fall Out Boy
Posts: 5412
Location: ..pifferi miei ù.ù


Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/6/2009, 00:14


ma..ma tomii *ç*
i baby finti *.*

e..il bacio *.*

image

image

 
P_DELETE P_DELETE P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 25/2/2008, 21:45P_DELETE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 4059
Location: †un mondo perfetto costruito sulle nuvole, solo io e bill*_*†


Status: Utente anonimo


Capitolo 4 – Errori
“Sii sempre come il mare che, infrangendosi sugli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.” Jim Morrison

Era ancora lì fermo, la mano sulla guancia dolorante che, a poco a poco, diventava di un rosso quasi intenso, lo schiaffo era stato davvero forte e gli faceva male, ma non era nemmeno paragonabile al male che gli faceva il cuore in quel momento.
Perché? La conosceva da nemmeno un giorno, e già era riuscita a fare quello che ragazze non erano riuscite a fare in anni interi, gli aveva rubato il cuore.
E perché le stava permettendo di fare questo?
-Scusa…io non dovevo…- disse abbassando lo sguardo.
-Non…non fa niente…-
-Forse è meglio che vada adesso- si alzò dal divano e si diresse alla porta –Al bambolotto ci pensi tu?-
-Si, ok…- in quel momento le importava solo che lui andasse via, non le importava di trovare le parole adatte.
Proprio quando si chiuse la porta, si sdraiò sul divano e si mise a fissare il soffitto, nel frattempo Mozart era salito anche lui sul divano e si era seduto ai suoi piedi.
-Oddio Mozart…e adesso che faccio?...perchè lui?...-
Non si aspettava una risposta da lui, cercava solo di trovare delle risposte a quelle domande che nella sua testa sembravano così banali.
Qualche minuto dopo si riaprì la porta.
-Ciao Anya!-
-Evelyn…sei già tornata?...com’è andata?-
-Bene…Il prossimo sabato sono già impegnata- si sedette accanto ad Anastasia che si era messa di nuovo a sedere –Penso che questo sia quello giusto!- e mostrò un sorriso a 32 denti
-Già mi piacerebbe dire lo stesso…-
-Perché? Hai conosciuto qualche ragazzo carino?-
-Riproponi la domanda senza “carino”….cioè…ho conosciuto qualcuno…e già ci hanno caricato di compiti…-
-Suvvia! Non voglio sapere della scuola…voglio sapere di questo ragazzo!...-
-Evelyn…non c’è niente da dire…cioè…è il solito ragazzo…-
-Che intendi per “solito ragazzo”?-
-Intendo “solito ragazzo”!...Insomma non posso parlare di queste cose con te…cioè…sei mia…zia….-
-E quindi?...sono anche una tua amica!...-
-E va bene, va bene…è in classe con me…e il professore di scienze ci ha messo in coppia per un compito….quello di fare i genitori per le vacanze di natale…e fin qui tutto normale…se non fosse che…come dire…mi segue! Ecco si...non mi lascia il tempo di respirare…-
-Semplice! È cotto di te!-
-No…non è così…è più semplice la cosa…lui è appunto il “solito ragazzo”!...Tutto qui…-
-Non è tutto qui…c’è qualcosa che non mi hai detto vero?-
-…ok ok…l’ho invitato a casa per studiare…e…-
-E…?-
-…e mi ha baciata…-
-Capisco…e tu?-
-…Beh…io gli ho dato uno schiaffo…-
-...Brusca…ma giusta come mossa…-
-Già…lo so…-
-Quindi…cosa c’è che non va?-
-Tutto…non è il mio tipo…e so già come finirà-
-Perché dici così?...su un po’ di fiducia!-
-Perché lui vuole solo portarmi a letto…e io non voglio questo…-

*

Nel frattempo a casa Kaulitz
Tom entrò affannato sbattendo la porta, aveva corso per tornare a casa, non aveva un motivo per correre, forse l’unico era di scaricare tutta l’adrenalina che aveva in corpo, ormai era entrato, e aveva poggiato la schiena contro la porta e si era lasciato cadere.
Intanto Bill vedendo il fratello in quello stato e con la guancia tutta rossa cominciò a preoccuparsi, Tom lo anticipò, prima che potesse fargli qualsiasi domanda
-Bill…sono stato un coglione…-
-Perché? Cos’è successo?-
-L’ho baciata…-
-E quindi?-
-E quindi sono un coglione…perché ho finalmente trovato quella che non è come tutte le altre….non lo so Bill…lei mi piace veramente…quando sono con lei non ragiono con l’arma…ma il cuore comincia a impazzire….è tutto….così….strano!-
-Fratellino…ti sei innamorato…-
-Si…e ho già perso tutto per una mia cazzata…-
-Sono sicuro che capirà…-
-Lei vuole qualcuno che le stia vicino…che l’ascolti….voglio essere io quel qualcuno…cazzo…non posso perderla così!-
-Devi dirlo a lei…non a me…-
-Hai ragione…glielo dirò…le dirò che non può continuare così!...il “Sex Gott” ridotto in questo stato!...no no non va bene…-
-Ti ha proprio fulminato…- Concluse Bill ridendo.
Ma Tom non rideva affatto, tutto quello che provava in quel momento lo faceva star male, era tutto così confuso e così nuovo per lui, per una volta non voleva portarsela a letto e se anche fosse successo…beh non sarebbe stato come le altre volte.
Intanto anche Bill ripensava a quella discussione mentre, seduto comodamente sul divano, passava da un canale all’altro senza accorgersene, pensava a quanto fosse stupido da parte sua, era geloso, era geloso di suo fratello, perché una delle poche cose che li distingueva era appunto quel campo, il campo dove lui era il ragazzo dolce e sensibile, mentre suo fratello era il solito ragazzo che pensava solo a quale ragazza portarsi a letto ogni sera.
Forse non era solo per quello….anche lui aveva visto qualcosa…in quegli occhi verdi e gialli…che cosa aveva fatto per far cambiare Tom in quella maniera?...Che aveva fatto ad entrambi?

 
P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 27/2/2008, 21:11P_DELETE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 4059
Location: †un mondo perfetto costruito sulle nuvole, solo io e bill*_*†


Status: Utente anonimo


Capitolo 5 – Domani è un altro giorno
“Il vero sbaglio è non correggersi dopo aver commesso l’errore.”

“Adesso non pensarci e vai a dormire, tanto domani è un altro giorno…” ecco cosa le aveva detto Evelyn per consolarla.
Anastasia era sul letto a pancia in su a fissare il soffitto senza guardarlo veramente, la sua mente vagava tra quelli che ormai erano ricordi, le immagini di quella giornata nitide davanti ai suoi occhi.
Pensava e ripensava a quello che era successo, a quello che sarebbe successo di lì a poche ore, non riusciva a dormire, il divano, Tom che si avvicinava, il bacio…quel bacio…
Forse non era davvero come sembrava, forse gli avrebbe dato un po’ di fiducia…forse…l’indomani…
Si girava e rigirava nel letto, tra le coperte, cercando di cancellare quei ricordi, finché il sonno non la prese e allora tutto svanì…per poi ripresentarsi tutto in un susseguirsi strano….con lei non c’era più Tom, ma un altro ragazzo, moro, non vedeva la faccia riusciva solo ad intravedere il suo sorriso, lei non si opponeva, ma forse in fondo voleva…
-Anya!....Anya!...-
-No….lasciami!...-
-Anya! Sveglia! Sono io….-
-Si…sono sveglia…ma che…-
-Ti agitavi…hai cominciato a gridare….sei tutta sudata…che è successo?-
-Niente…ho solo….fatto un brutto sogno…-
-Ti va di raccontarlo?-
-No…non era importante…-
-Ok va bene…come vuoi…se hai bisogno sono di là…- Le sorrise e poi uscì dalla stanza lasciandola di nuovo sola.
Anastasia si alzò con relativa tranquillità dal letto e si diresse in bagno, aprì l’acqua della doccia e la lasciò riscaldare, mentre delicatamente si toglieva i vestiti e li lasciava scivolare nel cesto dei panni sporchi, lo specchio era già tutto appannato, entrò nella doccia e sperava con quell’acqua calda di sciacquare via tutte quelle immagini che la tormentavano, tutti quei dubbi, solo pensare ad altro.
Non ci riusciva, perché era così complicato per lei dimenticare?
Decise che quello non era il modo di affrontare la situazione, doveva agire, parlare, avrebbe parlato con lui.
Uscì dalla doccia e si coprì con un telo bianco, non che adesso fosse tutto più chiaro, i dubbi erano ancora tutti li, ma ora aveva un’arma per sconfiggerli, pensava a quanto fosse stupido stare sempre a pensare a una cosa che per lei non aveva senso, non provava niente punto, gliel’avrebbe detto e sarebbe finito tutto li.
Indossò i suoi jeans neri e una felpa, era incredibile, anche le cose più semplici le stavano così bene da non farla passare inosservata, stava per uscire, ma decise di avvertire prima Evelyn, che si fermò a fissarla: era la fotocopia della sorella solo con i capelli neri, non era il tipico modello di ragazza da copertina di rivista di moda, anoressica, bionda, occhi azzurri, con le gambe lunghe quanto i pali della luce, no, aveva delle caratteristiche tutte sue, era bassa, con i capelli neri sciolti che le coprivano le spalle, un fisico normale, era semplice ed era proprio questo che faceva di lei una bella ragazza.
Erano passati almeno dieci minuti da quando era uscita, camminava con l’aria piacevolmente fredda che le rinfrescava il viso, si era allontanata ormai abbastanza da casa, la sua intenzione era quella di andare da Tom, ma solo in quell’istante si accorse che non aveva la minima idea di dove stava andando, non sapeva nemmeno dove abitava, quando ad un certo punto, voltando l’angolo non capì bene cosa successe, una botta e si ritrovò a terra tra la neve.
Si rese conto che era andata a sbattere contro qualcosa, solo un attimo dopo vide che era andata a sbattere contro qualcuno e quel qualcuno lo conosceva.
-Hey! Ti ho fatto male?-
-Bill…no…tu cosa…cosa ci fai qui?- disse massaggiandosi dove aveva sbattuto mentre Bill le porgeva una mano per farla rialzare.
-Stavo semplicemente facendo un giretto…e tu?-
E ora che gli avrebbe detto?...Forse lui non sapeva nemmeno quello che era successo, sempre se Tom non gliel’avesse raccontato, cosa molto probabile dato che erano fratelli, o almeno lei pensava, non sapeva cosa significasse il rapporto tra fratelli dato che lei era figlia unica, senza una ragione cominciò ad essere imbarazzata e non sapeva che dire, decise di dire la verità.
-Ehm…ecco io…veramente stavo….cercando Tom…ma mi sono resa conto solo un paio di minuti fa che non so dove abitate…-
-È facile, guarda. Vai sempre dritto lungo questa via, l’ultima casa a destra è la nostra non puoi sbagliare. E come mai cerchi Tom?-
-Grazie dell’indicazione…- e ora che avrebbe risposto?...che voleva chiarire? No no, non che avrebbe fatto chissà che, solo…non aveva voglia di dirglielo.
-Sai per il compito?...-
-Ahhh il compito….vero voi lo fate insieme…allora buono studio…ciao!- si avvicinò a lei e le diede un leggero bacio sulla guancia, si comportò come se fosse tutto abituale.
-Ciao!-
Si allontanò salutandola ancora con la mano e sorridendo.
Cominciò a percorrere quella via ormai con passo sicuro, arrivò davanti all’ultima casa sulla destra, si ritrovò davanti ad un cancello di legno, la casa era circondata da un enorme giardino tutto ricoperto di neve, sopra il citofono un piccola lastra di marmo con due gatti e su inciso “Kaulitz – Trümper” suonò una volta e poco dopo sentì una voce provenire da quella scatoletta di metallo
-Si? Chi è?-
-…Ciao Tom…Sono Anya…-
-Anya?...entra…-
Le aprì il cancello, lei stava per arrivare alla porta d’ingresso quando un grande Labrador nero le saltò addosso
-Scotty!...lasciala stare!-
-No…tranquillo…è un bel cane!-
Si mise a giocare con l’allegra bestiola e dopo un po’ il rasta le rivolse ancora la parola
-Allora? Vuoi entrare?-
-Ehm…Si grazie-
Diede un’ultima carezza al cane e si avviò dentro casa mentre lui le teneva la porta aperta come un gentiluomo.
-Ecco io ero venuta qui per…-
Cominciò a chiarire la ragazza, ma lui non le diede tempo di parlare
-Aspetta…prima volevo scusarmi per ieri sera…io….io…non so perché l’ho fatto…mi dispiace…non voglio che pensi male di me…-
Aveva cominciato a sudare un po’, era enorme per lui lo sforzo di trovare le parole giuste
-Tranquillo, anzi, scusa per il ceffone, ma ecco….io nemmeno ti conosco e non sono il tipo da una botta e via…-
“Ma che stai dicendo? Ma sei impazzita? Da dove escono queste parole?”
-No non sono queste le mie intenzioni….lo giuro…- continuava a sudare e di minuto in minuto le sue guance si facevano sempre più rosse
“Idiota! Parla, parla, parla! Dille tutto! Maledette parole...”
-Non ne dubito…comunque…ho qui il bambolotto…stanotte ci badi tu vero?-
Dallo zaino che si era portata dietro tirò fuori il loro compito e glielo consegnò.
Tom era rimasto di stucco, per come lei aveva reagito, per come aveva cambiato discorso così improvvisamente, non le importava niente di lui?
-Ok…e per la relazione?-
-Vuoi che la scriva io?-
-No posso farla io…-
-Domani lo tengo io e penso io alla relazione…direi che va bene così no?-
-Si ottimo!-
-Bene, allora è meglio che adesso torni a casa…-
Fece per raggiungere la porta d’ingresso, ma lui la trattenne per un braccio
-Perché non rimani un altro po’? Sono tanto solo in questa casa così grande!-
Perché la voleva fare rimanere? E se…?
-No direi che non è il caso…-
-Dai! Ti faccio sentire come sono bravo con la chitarra!-
Tutto qui? Voleva farle sentire un assolo di chitarra?
-E va bene…-
Si tolse il giubbotto che aveva tenuto ancora addosso e si accomodò su un grande divano che le aveva indicato Tom.
Il rasta prese una bella chitarra di un grigio metallizzato che collegò subito ad un amplificatore li vicino, dopo essersi preparato, presentò il pezzo che stava per eseguire
-Questa è una delle mie canzoni preferite…si chiama “When I’m gone”-
Dopodichè cominciò a suonare, le sue lunghe dita scorrevano sicure sulle corde, il viso era contratto in un’espressione di concentrazione, ci stava mettendo tutto l’impegno possibile e il suo possibile bastava ed avanzava.
La cantò anche quella canzone e, di tanto in tanto, volgeva uno sguardo verso di lei, che d’altro canto lo osservava colpita da tanta bravura, non aveva mai sentito un chitarrista così capace, non sentiva le note solo sotto le dita, le sentiva nel cuore e questo faceva di lui un chitarrista con la C maiuscola.
Finì quell’esibizione con tanto di inchino finale e dopo aver riposto la chitarra e spento l’amplificatore si sedette accanto a lei
-Allora?-
-Wow! Sei davvero bravo!-
-Beh lo so che sono bravo…a quest’ora non suonerei in una band…non credi?-
-Già me n’ero dimenticata…-
Era davvero bravo a suonare, doveva aver preso un po' di confidenza, ma nonostante tutto lei ancora non si trovava a suo agio e lui sembrò accorgersene
-Cosa c'è?-
-Cosa...a che ti riferisci?-
-Sei sempre silenziosa, con quello sguardo triste fisso nel vuoto...C'è qualcosa che non va?-
-Ecco...io...no...è solo che...penso...-
-E a che pensi?-
-Io...No Tom....Tu non capiresti...scusa...-
-Dammene l'opportunità- disse prendendole la mano, così piccola tra le sue così grandi
-Non è semplice...-
-Ci sono qui io...dimmi cosa c'è che ti tormenta...perchè sei perennemente così triste?...perchè non riesci a fidarti...di me?-
-Io non mi fido facilmente delle persone, poi ti conosco solo da pochi giorni...aggiungici il fatto che sei come tutti gli altri...-
-Come tutti gli altri?-
Risentire quelle parole da lui fu come andare a sbattere contro un palo e risvegliarsi...aveva davvero detto quelle parole?
-Scusa non intendevo...-
-No spiegati...-
-Beh...come tutti gli altri...nel senso che...siete tutti uguali, che tutti mirate soltanto ad un'unica cosa...-
-Cosa?-
Lei abbassò lo sguardo imbarazzato, non riusciva a dirgli una cosa del genere guardandolo negli occhi, trovata più sicurezza nella vista del pavimento freddo continuò
-Il sesso...-
-Perchè dici una cosa del genere?-
-Perchè vuoi forse dirmi che non è così?-
-No è che...-
Questa volta fu lei ad interromperlo
-Tom, non intendevo...è solo che...è proprio con i ragazzi come te che ho avuto brutte esperienze...tutto qui...-
-Capisco...beh hai ragione...anche io sono di quella "razza"...ma sono sicuro che non è solo questo che ti tormenta...-
-No...-
-E allora cosa c'è?-
Prese il suo viso tra le mani per poterla guardare negli occhi, se c'era una cosa che aveva imparato da suo fratello era che le ragazze volevano essere protette
-Non ora...-
-Ok con calma...io sono qui...-
-Grazie- una leggera lacrima le rigò la guancia di un pallido quasi cadaverico -Fallo ancora...-
-Cosa?-
-Questa dolcezza...i tuoi occhi brillano...è questo il vero Tom...non nasconderti dietro quella maschera...tu vai bene così...- detto questo lo abbracciò, senza un motivo, aveva solo voglia di tenerlo con sè. Il rasta non sapeva che dire, tra l'imbarazzo e il calore della situazione era rimasto immobile.
"Ti amo, ti amo, ti amo...perchè non riesco a dirtelo? Ho voglia di baciarti...non respingermi di nuovo...io ti proteggerò"
Nella sua testa il caos più totale, il suo corpo fremeva, voleva lei, la voleva a tutti i costi, solo che non era più se stesso, era cambiato.
Si staccò da quell'abbraccio, prese ancora il suo viso con le sue grandi mani, la guardò negli occhi, con la speranza che lei riuscisse a leggere nella sua mente, ma non era come con Bill, con lei non ci riusciva, ancora una volta quell'impeto, l'avvicinò di nuovo a sè e la baciò, un'altra volta, le sue labbra erano per lui come una calamita, non poteva starne lontano, la cosa più strana era che lei questa volta non lo stava respingendo, sembrava ricambiare quel suo bacio.

Quelle labbra, lei le conosceva, erano cresciute con lei, le aveva già assaporate, non la sera prima, non ricordava quando, ma sicuramente tanto tempo prima, un po' per gioco, non si sentiva di respingerlo di nuovo, aveva bisogno di sapere se poteva fidarsi, e l'unico modo per farlo era seguire quella strada, buia, già intrapresa.
Ma cominciò a non accettare quella situazione quando le braccia di lui le avvolsero i fianchi, lei cercò di staccarlo, non voleva, ma lui continuava, con baci lungo tutto il collo, poi la fece sdraiare dolcemente, lei voleva sottrarsi a quella presa, ma non ci riusciva tutto era come annebbiato, come se non potesse scegliere della sua vita, solo abbandonarsi a lui.
Come per miracolo, si aprì la porta
-Tomiiii sono a casa!-
Era Bill, i due ragazzi erano ancora li sul divano, non avevano sentito nulla e se avevano sentito lo avevano completamente ignorato.
Il ragazzo tutto infreddolitò si inoltrò nel salone per ritrovarsi così davanti ai due ancora tutti affaccendati, o almeno lo era il rasta, Bill era rimasto li immobile non sapeva come comportarsi, solo quella scena davannti ai suoi occhi gli faceva venire una rabbia incontrollabile.
-Ma cosa...?-

 
P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 9/3/2008, 00:58P_DELETE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 4059
Location: †un mondo perfetto costruito sulle nuvole, solo io e bill*_*†


Status: Utente anonimo


e......ta dan!!!!! dopo tanta attesa ecco sfornato anche il sesto capitolo!!! anche se fa schifo....ma comunque!XD



Capitolo 6 - Lo scontro
"Naturalmente l'anima è tratta ad amare colei che sè vede essere amata." S. Caterina

-Ma cosa...?-
Bill era ancora fermo sulla soglia del salone, pietrificato. Gli occhi, pieni di inspiegabile rabbia, fissavano ancora la scena che gli si poneva davanti, fece per dirigersi verso il fratello
-Bill...aspetta!- Tom nel frattempo si era alzato e pensava alle parole da dire a Bill per cercare di calmarlo.
-Mi fai schifo!- Bill gli andava incontro, i pugni serrati, gli occhi di fuoco e in faccia un'espressione di disgusto.
-Non te lo permetto! Non farai del male anche a lei! Lei non sarà la tua prossima preda...credimi...non te lo permetterò!-
-Bill...sul serio...fermati...lo sai...lo sai...che io la amo...- le parole gli morirono in bocca, l'aveva detto, davanti a lei, lei lo aveva sentito...si voltò per guardarla, i suoi occhi brillavano, più verdi che mai.
Ma nello stesso momento in cui i loro sguardi si incrociarono, sentì una forte botta alla guancia sinistra.
Era stato un attimo, Bill gli aveva tirato un pugno in faccia, più forte di quanto la sua forza gli permettesse.
-Smettila! Smettila di farneticare! Ma ti stai sentendo? Sei Tom, Tom Kaulitz, chitarrista dei Tokio Hotel, sei il Sex Gott!...Che ti sta succedendo fratellino?-
-Non sto farneticando! La amo, la amo sul serio!...Sai la gente cambia...-
Lo disse con un tono che sembrava dovesse convincere anche se stesso.
Il moro prese il fratello per la felpa e lo scosse come per fargli uscire dalla testa tutte quelle "idiozie" e lo avvicinò alla sua faccia
-No caro gemellino, la gente non cambia, quella è solo una bella favoletta...-
Anya, che nel frattempo aveva assistito allo "scontro" come se quelle che gli si ponevano davanti fossero le scene di un film che stava guardando, si risvegliò quando alle sue orecchie arrivò la parola "gemellino"
-Ma...ma voi siete gemelli?-
I due ragazzi si girarono contemporaneamente per guardarla e all'unisono dissero
-Si, perchè?-
Era così strano crederci, credere che quei due ragazzi così diversi avessero un legame così profondo, credere che potessero essere un'anima in due corpi.
Però era così, e per quanto lei non riuscisse a considerarli tali, erano gemelli.
Gemelli, ma perchè quando guardava gli occhi di Bill provava fiducia in lui, vedeva il paradiso, mentre negli occhi di Tom vedeva l'inferno, aveva paura di farsi del male stando con lui? Come potevano essere completamente l'opposto? Erano esattamente il gemello buono e il gemello cattivo.
Anya era ancora immersa nei suoi pensieri e stava osservando i ragazzi, li stava "studiando", anche loro ora la stavano guardando, quando se ne accorse abbassò istintivamente lo sguardo, quasi per paura che i due ragazzi potessero capire ciò che stava pensando.
Bill comprese che quella notizia aveva lasciato spiazzata la ragazza, così colse l'attimo per porre fine allo scontro con suo fratello, gli faceva male litigare con lui, ma non poteva sopportare che quella ragazza potesse essere solamente una delle tante, il rasta diceva di amarla, ma Bill sapeva, lo sentiva, che l'avrebbe fatta soffrire, anche se involontariamente e lui non voleva permetterglielo, non gliel'avrebbe permesso...
Le si avvicinò, le poggiò una mano sulla spalla e si rivolse a lei con estrema dolcezza.
-Ehy...mi dispiace che tu abbia assistito a questa piccola lite in famiglia...stai bene?-
-Si tutto ok...-
-Sicura?...sembri come spaventata...-
-Sicura, tranquillo niente...-
Bill le avrebbe preso le mani per tranquillizzarla un po', se solo in quel preciso istante non le fosse squillato il cellulare
-Scusa...era mia zia...si è fatto tardi, dovrei tornare a casa...-
-Ok...allora è meglio che tu vada, scusaci ancora....-
Bill e Anya si erano appena salutati quando si avvicinò anche Tom per salutarla, voleva dirle tutto, non gli interessava che non fosse il momento adatto, voleva farlo e basta, aprire il suo cuore a lei.
-Io...- le gambe tremanti, il cuore in gola, gli occhi lucidi, il cervello in tilt...tutte quelle sensazioni, che fino una settimana fa erano nuove per lui, erano tornate in quell'istante, quando le aveva sfiorato il braccio e si era perso nei suoi occhi. Semplicemente, non riusciva a parlare.
-Allora buona notte Anya- fu tutto quello che uscì dalle sue labbra.
-Buona notte Tom-
Si voltò, prese la sua roba, aprì la porta e svanì nel buio di quella gelida notte.

 
P_DELETE P_DELETE Top
{ LuCy •
view post Posted on 9/3/2008, 15:58P_DELETE

Utente cancellato






Adoro questo capitolo ;_;
Ma già lo sapevi, no?
 
Top
view post Posted on 10/3/2008, 23:03P_DELETE
Avatar

Millennium Member

Group: Fall Out Boy
Posts: 5412
Location: ..pifferi miei ù.ù


Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/6/2009, 00:14


e io non so che dire XD
strano eh? o.o XDDD .. bello beeelloo .. mi piace tanto *________* .. brava scrittrice colta XD

image

image

 
P_DELETE P_DELETE P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 10/3/2008, 23:40P_DELETE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 4059
Location: †un mondo perfetto costruito sulle nuvole, solo io e bill*_*†


Status: Utente anonimo


danke! danke!*.*
ma....ancora co sta colta?!?! lo sai che non è vero!XD

 
P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 11/3/2008, 00:14P_DELETE
Avatar

Millennium Member

Group: Fall Out Boy
Posts: 5412
Location: ..pifferi miei ù.ù


Status: Offline: ultima azione eseguita il 21/6/2009, 00:14


bitte!*___*
..ja sei colta XDD

image

image

 
P_DELETE P_DELETE P_DELETE P_DELETE Top
view post Posted on 3/7/2008, 08:14P_DELETE
Avatar


Group: Administrator
Posts: 3523
Location: *mondo fatato*


Status: Utente anonimo


Capitolo 7 - L’apparenza inganna
“Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono.” Baltasar Graciàn

Anya tornò a passo spedito verso casa, le gambe andavano da sole, non faceva caso alla strada o a qualsiasi cosa o persona che le passava davanti. Che fare? Non voleva fidarsi, ma “lui” si fidava completamente…Seguire il cuore o la ragione? In lei c’era un conflitto tra cuore e mente. Arrivata alla porta d’ingresso, l’aprì, entrò e prontamente la richiuse dietro di sé, automaticamente si liberò dal peso opprimente del giubbotto e si sedette sul divano, era ancora shockata, stavano accadendo troppe cose assurde nella sua vita, una dietro l’altra. Accortasi dell’arrivo di Anastasia, Evelyn entrò tutta agitata nel salone, tra le mani aveva due vestiti, uno rosso e uno nero, chiese una veloce consulenza ad Anya e tornò nella sua stanza a prepararsi. Uscì solo dopo una ventina di minuti, era molto elegante, i capelli biondi le ricadevano ondulati sulle spalle, quel vestito forse le risaltava un po’ troppo il seno già prosperoso di suo, ma a dir la verità non guastava, il trucco era leggero ma efficace.
-Ti ho lasciato dei soldi sul tavolo della cucina, se vuoi ordina una pizza. Probabilmente farò tardi, non aspettarmi alzata.- disse prima di chiudersi la porta alle spalle.
Era rimasta sola, male, malissimo! Adesso i pensieri avrebbero ripreso a nuotare nella sua mente senza fermarsi, doveva tenersi occupata, prese in mano il telefono e ordinò una pizza come le aveva consigliato Evelyn, accese la televisione, stavolta non girò tra i canali di musica, ma trovò un film romantico, che non aveva mai visto. Non le piacque più di tanto, ma almeno le servì a non pensare per quelle due ore. Alla fine del film spense la tv, gettò il cartone della pizza e decise che la cosa migliore era andare a dormire.

Si svegliò quando sentì la porta d’ingresso che si chiudeva, si alzò dal letto con gli occhi ancora appannati e andò a controllare. Evelyn si era appena ritirata.
-Non pensavo avresti fatto così tardi.-
-Beh…sai com’è…- era imbarazzata.
-Veramente no…ma vabbè…- stropicciandosi gli occhi si diresse in bagno per rimettersi a posto, uscì con l’intenzione di andare in cucina a fare colazione, ma imbattendosi di nuovo in Evelyn si fermò a parlare ancora un po’ con lei.
-Quindi alla fine è quello giusto?-
-Sembrerebbe proprio così…vediamo col tempo…-
-E quando me lo farai conoscere?-
-Vuoi davvero conoscerlo?-
-Beh…Se proprio deve diventare mio zio…Ci terrei sai?-
-Certo, se diventerà una cosa davvero seria, certo che te lo presenterò.-
-Bene, adesso vado a fare colazione, ti unisci a me?-
-Si, prima però fammi mettere una tuta che i tacchi mi uccidono.-
Anya era già in cucina che prendeva il latte dal frigo, quando Evelyn si sedette a tavola era già tutto pronto, le tazze, i cereali, il latte, i tovaglioli e i cucchiai.
-Dopo la colazione ti và un giro al centro commerciale?-
-Ma non sei stanca dopo una nottata fuori casa?-
-Guarda che ho dormito, che pensi?!...Allora, ti và?-
-Ok, perché no?-

Il centro commerciale era davvero enorme, giravano già da un paio di ore guardando le vetrine ed entravano soprattutto nei negozi di vestiti. Per il pranzo avevano deciso di andare al ristorante greco, dato che Evelyn adorava la cucina greca.
La cameriera, una ragazza slanciata, bionda con i capelli ricci, arrivò per prendere le ordinazioni
-Buongiorno! Cosa posso portarvi?-
Evelyn ordinò subito, doveva essere una cliente abituale, per Anya invece ci volle un po’ più di tempo, tutti quei piatti le erano sconosciuti, così ordinò ciò che aveva ordinato Evelyn.
-Perfetto, torno subito. Comunque benvenuta!- disse rivolgendo un sorriso ad Anastasia, la quale, non capendo ciò che intendesse dire, non esitò a mostrare la sua confusione.
-…come?-
-Ah, scusami, io sono Christina Klein, sono nella tua classe, ancora non abbiamo avuto il tempo di presentarci, piacere di conoscerti.-
-Piacere mio.- disse Anastasia ancora nel pieno della confusione.

*

Dopo il ristorante greco Anastasia ed Evelyn continuarono il loro giro per negozi, Evelyn stava provando e, mentre aspettava, Anya sentì qualcuno che si avvicinava, riconobbe subito Christina
-Ciao Anastasia!-
-Ciao…Christina.-
-Ho appena finito il turno al ristorante e per fortuna ti ho trovata, mi chiedevo se per caso ti farebbe piacere vedere un film con me in questi giorni o dopo le vacanze, qualche sabato, giusto per cominciare a fare amicizia, che te ne pare?-
-Ok, non è una cattiva idea, perché no? Per me va bene.-
-Anya? Allora, andiamo?-
Evelyn nel frattempo aveva pagato alla cassa e con le buste in mano chiamava Anastasia per tornare a casa.

*

Il giorno prima aveva chiamato Christina, sarebbe passata quella sera a prendere Anastasia per andare al cinema e poi fare un giro. Anya era già pronta alle sei, il suo look era sempre abbastanza semplice, un jeans e una maglietta; Christina spuntò per le sei e mezza, il suo look era decisamente provocante, indossava una minigonna di jeans, una maglietta molto attillata nera e stivali di pelle. Christina aveva scelto un film d’amore, di quelli talmente sdolcinati che Anya non riusciva a tollerare, ma lo guardò lo stesso senza lamentarsi, ancora non la conosceva bene e voleva evitare dei comportamenti da ragazzina infantile, quelli che usava per scherzo con i suoi vecchi amici.
Dopo una pizza in uno dei locali più rinomati della città decisero di fare una passeggiata e finalmente Anya si decise a parlare
-Allora, da quanto lavori al ristorante greco?-
-Quasi da sempre…-
Lo sguardo interrogativo di Anastasia spinse Christina a continuare la storia
-È il ristorante di famiglia.-
-Ah, capisco…e come mai cucina greca?-
-Mia madre è di origini greche, così abbiamo deciso di aprire questa attività di famiglia…ma non parliamo di ristoranti. Piuttosto dimmi, com’è Tom Kaulitz come fidanzato?-
-Come cosa?-
-Fidanzato…Non fare finta di niente, ne parlano tutti…-
-Come…Chi te l’ha detto?-
-L’ho sentito in giro, è lui che ha sparso la voce…-
-Lui?! Che stronzo…-
-Perché? Ancora non volevi che si sapesse?-
-Noi…Noi non stiamo insieme, è tutta una storia inventata.-
-Quindi non….insomma, non avete fatto niente?-
-“Fatto niente”? A cosa ti riferisci?-
-Beh, com’è a letto?-
-No no no, allora non ci siamo capite…Noi non abbiamo fatto niente, niente letto, niente di niente…LUI NON È IL MIO RAGAZZO!-
-Ok ok calma, saranno solo delle storielle che si sono inventati…-
Calò di nuovo il silenzio, continuarono a passeggiare finché, ad un certo punto, Anya non sentì una voce familiare, si fermò di colpo e capì che quella era la voce di Tom. Cominciò a camminare a passo deciso verso di lui, gli si fermò davanti, lo guardò negli occhi e gli diede un ceffone senza dire una parola.
-E adesso che ho fatto?- disse Tom massaggiandosi la guancia
-SEI UNO STRONZO!-
Tom la fissava ancora senza capire niente
-Che cosa ti metti a raccontare in giro??? Io non sono la tua ragazza e mai lo sarò!-
Anya non gli diede nemmeno il tempo di rispondere, salutò Christina e tornò a casa piena di rabbia.



image

image

 
P_DELETE P_DELETE P_DELETE P_DELETE Top
40 replies since 21/1/2008, 01:29
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




AFFILIAZIONI




 


Butterfly Skin by Fairy on the Moon